Pertanto il ricorrente impugnava il provvedimento con il quale l’agente della riscossione aveva accolto l’istanza di rateizzazione della pretesa tributaria portata da quattordici cartelle per violazione dell’art. 2 comma 3 del D. Lgs. n. 472/1997 per illegittima applicazione degli interessi di mora e di dilazione anche sulle sanzioni.

La Commissione Provinciale dichiarava l’inammissibilità del ricorso ritenendo che il provvedimento di rateizzazione non rientrasse tra gli atti impugnabili ex art.19 D. LGS. n. 472/1997

In fase d’appello la CTR riformava la sentenza provinciale è dichiarava il ricorso ammissibile, nonché fondato perché gli interessi su sanzioni non sono ammessi dall’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997 (“La somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi”).

L’agente della riscossione proponeva ricorso in Cassazione avverso la sentenza dei giudici di appello. La Corte riportando l’art. 2 comma 3 del D. Lgs. n. 472/1997, che stabilisce testualmente: “la somma irrogata a titolo di sanzione non produce interessi”, ha stabilito che lo stesso trova applicazione anche nell’ipotesi di dilazione del pagamento e deve considerarsi norma “eccezionale” che prevale sulla regola generale, pertanto ne consegue che, in caso di rateizzazione, sulle sanzioni non sono dovuti gli interessi di mora.

In definitiva, l’ordinanza in commento, ha stabilito che in caso di rateazione, sulle sanzioni non sono dovuti gli interessi di mora.Cass.-16553-del-22-6-2018